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Come si diventa più creativi? (E perché la risposta vi darà fastidio)

C’è una domanda che accende sempre discussioni infinite: creativi si è o si diventa?

C’è chi risponde secco: “si nasce creativi”.
E chi replica: “no, è solo allenamento”.

La verità? Nel mezzo, come sempre!

Perché la creatività non è una “dote” da esibire.
È una condizione.
E la condizione più sottovalutata di tutte è questa: lo spazio.

La creatività non arriva quando la inseguiamo

Quando sostiamo nel pensiero del “Io non sono una persona creativa” oppure “vorrei essere una persona creativa” spesso succede l’opposto: tendiamo ad irrigidirci.
Entriamo in modalità confronto – tendenzialmente a perdere, rispetto a qualcuno che consideriamo DAVVERO creativo, oppure in modalità performance.

Personalmente ho sempre creduto di essere una brava ‘esecutrice’ di ordine, ma di non aver proprio ricevuto il dono della creatività.

E pensando cosi, chiaramente di creativo succedeva ben poco dentro di me.

Farei eccezione per le mie due gravidanze in cui davvero mi sentivo illuminata e ‘benedetta’ da una luce superiore che mi rendeva realmente CREATIVA. Per nove mesi sentivo di stare ‘creando vita’ dentro al mio corpo…

Venendo ad ambiti più ‘terreni’ però, la creatività è un po’ come una visita inattesa:
se la casa è piena, non sa dove mettersi.

Il dono arriva dall’alto, ma non entra nel rumore

In questa puntata de Il Caffè con MPL ci siamo detti una cosa semplice (e potente):
la creatività è anche un dono. Qualcosa che “arriva dall’alto”.

Non serve per forza dargli un significato religioso: immaginala come ispirazione, intuizione, scintilla, connessione improvvisa tra due cose che prima erano separate.

Il punto è che quel dono non entra quando:

  • abbiamo la testa piena di notifiche,
  • siamo sempre di corsa,
  • vogliamo controllare ogni passaggio,
  • ci giudichiamo mentre creaiamo.

In pratica: quando siamo troppo pieni.

Quindi, come si diventa più creativi?

Con una risposta che non piace a chi ama le formule:
non aggiungendo. Togliendo.

Togliendo:

  • rumore (anche quello interno),
  • fretta,
  • aspettative impossibili,
  • bisogno di approvazione,
  • controllo.

Perché la creatività ama il margine.
Ama il vuoto “giusto”.
Ama il silenzio che non è assenza… ma spazio per ascoltare.

Creativi si è o si diventa?

Ecco la parte divisiva.

Si è creativi, quando la creatività ci attraversa come un lampo, ricordando che abbiamo uno scopo per il mondo: mettere a frutto i piani alti con i nostri talenti.
Si diventa creativi, quando impariamo a creare le condizioni perché quel lampo possa arrivare più spesso.

E le condizioni non sono tecniche segrete.
Sono scelte piccole, quotidiane, ripetute.

Una domanda (vera) per oggi

Se vuoi un gesto concreto, sicuramente non è “fare di più”.
Una sola domanda:

Che cosa puoi togliere, oggi, per fare spazio a qualcosa di nuovo?

Anche poco. Anche solo per dieci minuti.
Perché a volte la creatività non manca.
È solo… fuori dalla porta, in attesa che la porta venga aperta.

Il Caffè con MPL — Il rituale che vi accende.

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